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SOCIAL INNOVATION FOR SOCIAL INCLUSION

Nell’ambito di OIS2017, Regione Piemonte e Open Incet organizzano un momento di confronto sul tema dell’innovazione sociale e delle politiche che la possono promuovere e sostenere.

Regione Piemonte ha dato avvio – attraverso un tavolo di lavoro che coinvolge gli Assessorati alle Politiche Sociali, al Lavoro e Istruzione, allo Sviluppo e Innovazione, alle Politiche giovanili e Migrazioni – ad una strategia regionale per l’innovazione sociale che sarà in questa occasione presentata e discussa.

L’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Piemonte Augusto Ferrari si confronterà con le colleghe ospiti Assessori al Welfare della Regione Lazio Rita Visini e della Regione Sardegna Virginia Mura.

 

Agenda:

Ore 14.00: registrazioni

Ore 14.15-14.30: Introduzione
Michelangelo Belletti (Open Incet), Modelli e processi di innovazione sociale

Ore 14.30-15.30: Interventi
Tiziana Ciampolini (SNODI/Caritas), Processi di generatività sociale tra territori e comunità in cambiamento
Giorgio Centurelli (Esperto nazionale Fondi Strutturali), Innovazione sociale e Fondi Strutturali
Stefania Fumagalli (Coordinamento Sviluppo Locale Coldiretti Torino), L’innovazione sociale nelle aree rurali
Mauro Soli (Consulente AT POR FSE Toscana – PWC e Fondazione Brodolini), La sfida della crescita inclusiva

Ore 15.30-15.45: La strategia regionale per l’innovazione sociale
Gianfranco Bordone, ADG FSE Regione Piemonte

Ore 15.45-17.00: Tavola rotonda
Augusto Ferrari, Assessore Politiche Sociali, Regione Piemonte
Virginia Mura, Assessore Lavoro e Protezione Sociale, Regione Sardegna
Rita Visini, Assessore Politche Sociali, Regione Lazio

Modera: Marco Riva, Open Incet

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CO-CITY: EVENTO DI LANCIO

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Torino e i beni comuni:

un laboratorio europeo di innovazione sociale urbana

Il progetto CO-City rappresenta un’opportunità per testare a Torino una serie di soluzioni innovative per il riutilizzo dei beni comuni favorendo la crescita e il contrato alla povertà. Finanziato dal programma europeo Urban Innovative Action, il progetto favorirà nei prossimi anni l’attivazione a livello locale di patti di collaborazione mentre sul piano nazionale ed europeo promuoverà la realizzazione di partenariati con interlocutori urbani, università e altri attori del mondo dell’innovazione con l’obiettivo di rendere Torino uno dei punti nodali del dibattito europeo e globale sui beni comuni e l’innovazione sociale.
L’evento di lancio del progetto Co-City presenta a livello cittadino e nazionale le azioni che saranno realizzate e una panoramica sullo stato del dibattito sui beni comuni a livello nazionale ed europeo, coinvolgendo alcuni tra gli interlocutori più attivi sul tema dell’innovazione urbana a partire dai beni comuni.

Programma:

Ore 9.30: REGISTRAZIONE DEI PARTECIPANTI

Ore 10.00: Saluti istituzionali:

Guido Montanari, Vice Sindaco di Torino; Gianmaria Ajani, Rettore dell’Università degli Studi di Torino

Ore 10.15: IL PROGRAMMA URBAN INNOVATIVE ACTION E IL SUPPORTO ALL’INNOVAZIONE URBANA IN EUROPA

Susana Forjan, Segretario Urban Innovative Action

Ore 10.30: LA GESTIONE DEI BENI COMUNI PER LO SVILUPPO URBANO: LE ESPERIENZE DELLE CITTÀ ITALIANE

Veronica Nicotra, Segretario Generale ANCI

Ore 10.45: Keynote speech :I BENI COMUNI: UNA RISORSA PER IL RILANCIO URBANO

William W.Goldsmith, Professore emerito Cornell University

Ore 11.30: Coffee Break

Ore 11.45-13:30: TORINO E CO-CITY: LE AZIONI DEL PROGETTO E LA COLLABORAZIONE CON GLI STAKEHOLDER LOCALI E NAZIONALI PER L’INNOVAZIONE URBANA

Giovanni Ferrero, Comune di Torino; Paolo Testa, Capo area Studi e ricerche ANCI; Guido Boella Docente Dipartimento di Informatica, Università di Torino; Marialess andra Sabarino, Presidente Cascina Roccafranca

Ore 13.30-16.30: Lunch e Ideas Marketplace – Corner tematici nei quali saranno raccontate le varie tipologie di patti di collaborazione da realizzare nel corso del progetto e saranno raccolte le prime possibili idee a partire dall’interazione tra cittadini, stakeholder e rappresentanti dei partner di progetto

Ore 16:30-19:00: COMMONS TALK – COMMONS FOR TURIN TALK SULL’INNOVAZIONE URBANA A PARTIRE DAI BENI COMUNI

Discorso introduttivo: Ugo Mattei Professore, Ordinario di Diritto Civile, Università di Torino

Tavola rotonda: Katerina Gkoutziouli, Area studi e ricerche Synathina(Atene); Egb ert Fransen, Direttore Pakhuis De Zwjiger(Amsterdam); Bru Lain Escandell, Progetto BMINCOME UIA(Barcellona); Silke Helfrich, Commons Strategies Group; Renato Galliano, Comune di Milano; Nicoletta Levi, Comune di Reggio Emilia; Michele D’Alena, Comune di Bologna

Moderatore: Simone d’Antonio, ANCI

Conclude: Marco Giusta, Assessore al coordinamento delle politiche per multiculturalità e integrazione dei “nuovi cittadini” di Torino

Ore 19:00: Urban Apero e DJ Set, piazza Open Incet

Maggiori informazioni al sito: http://www.comune.torino.it/benicomuni/co-city/index.shtml

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OIS 2017 – OPEN INNOVATION SUMMIT

Le smart cities si incontrano ad Open Incet per discutere di innovazione e crescita inclusiva.

Il 6 aprile a partire dalle 9.00, Claudio De Vincenti, Ministro per la coesione territoriale e il Sud e Paola Pisano Assessora all’Innovazione del Comune di Torino apriranno i lavori dell’Open Innovation Summit (OIS) che per due giorni vedrà susseguirsi, negli spazi di Open Incet il Centro di Open Innovation della Città di Torino, in via Cigna 96/17 un ricco calendario di appuntamenti per raccontare il meglio dell’innovazione urbana internazionale.

Al centro di OIS saranno le città e la loro capacità di innovare, prosperare e distribuire i benefici della crescita tra i suoi abitanti. Parteciperanno al Summit: rappresentanti istituzionali, città, broker  dell’innovazione, imprese e organizzazioni della società civile per condividere pratiche di successo, modelli, idee. OIS ha scelto Torino come sede perché è una città simbolo dell’innovazione italiana, seconda classificata in Europa tra le ICapital dopo Amsterdam e prima di Parigi, dando prova di saper sviluppare e mettere in atto una strategia post-industriale per rimanere competitiva sulla scena internazionale.

Il 6 aprile i lavori si apriranno con una conferenza aperta alla città in cui esperti internazionali si alterneranno per fornire una panoramica delle condizioni che le città devono creare per sostenere l’innovazione e creare l’humus per la crescita economica.

Nel pomeriggio verrà inaugurato il Dimostratore Tecnologico: un contenitore/vetrina dove sarà possibile vedere soluzioni tecnologiche in risposta alle grandi sfide dell’innovazione sociale e dello sviluppo urbano  e conoscere le imprese che le propongono. Le imprese sono state selezionate attraverso un concorso di idee lanciato attraverso la piattaforma EU Global Innovation Exchange, gestita dalla Fondazione Giacomo Brodolini e frutto di una partnership con USAID.

Il pomeriggio del 6 aprile e per tutta la giornata del 7, 80 ospiti selezionati parteciperanno ai Dialogue, uno spazio di confronto su sei temi chiave per lo sviluppo urbano: centri per l’innovazione aperta, nuove tecnologie, migrazioni, piattaforme per lo sviluppo imprenditoriale, capitale umano, competenze e formazione, scienza, cultura e creatività.

Il Summit in numeri:

2 Giorni, 16 ore di programma, più di 200 partecipanti da circa 12 paesi e 10 città (tra le quali Washington, Boston, Barcellona, Ankara), Istituzioni internazionali (tra le quali: la Commissione Europea, il Consiglio delle Regioni, la World Bank e il Fondo Monetario Internazionale), 400mq di dimostratore tecnologico.

Il Summit è organizzato da Open Incet in collaborazione con la Fondazione Giacomo Brodolini e i partner del Centro, Forcoop, Confcooperative Torino, Conform, Italia Camp, Soluzioni Turistiche Integrate, con il sostegno di Compagnia di San Paolo. Il Summit ha ottenuto il Patrocinio della Città di Torino, della Regione Piemonte e del Dipartimento delle Politiche Europee.

Maggiori informazioni al sito: http://www.openinnovationsummit.org/

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I LUOGHI DELL’INNOVAZIONE APERTA

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Modelli di sviluppo territoriale e inclusione sociale

Il Quaderno 55 della Fondazione Giacomo Brodolini
a cura di Fabrizio Montanari e Lorenzo Mizzau

Servono nuovi luoghi di elaborazione e sintesi di pratiche e politiche, e di capacità di progettazione e implementazione di interventi, perché gli approcci dall’alto non sono più sufficienti a cogliere le sfide che la contemporaneità ci impone.
La densità e l’intensità degli scambi all’interno di una rete determinano la capacità di agire dei suoi membri.
In una fitta rete di connessioni ci si scambia idee, conoscenza, contatti, opportunità, risorse.
Si tratta quindi di sviluppare ecosistemi locali di innovazione perché solo attraverso l’interazione tra diverse realtà all’interno di un ecosistema a sua volta connesso ad altri ecosistemi per l’innovazione nazionali ed esteri diventa possibile realizzare interventi complessi e articolati.

Negli ultimi anni alcune amministrazione locali, ad esempio, hanno deciso di investire promuovendo la nascita di luoghi fisici che hanno l’obiettivo di supportare gli stessi cittadini che, con un processo che oggi definiremmo “dal basso”, si sono attivati per affrontare una serie di sfide sociali.
Sperimentazioni, portate avanti dalla miriade di associazioni e organizzazioni del terzo settore che operano sul territorio. O da startup animate da team di giovani motivati a costruirsi una carriera da imprenditori e dimostrare che si può coniugare business e sociale.
Quello che spesso manca alle buone idee sono investimenti e opportunità di incrociare un potenziale mercato pronto a ricevere la loro innovazione.
In uno scenario che presenta un modello di sviluppo che fatica a generare lavoro e una crisi stringente sono sempre di più gli esempi di centri, in Italia e all’estero, che assolvono questo tipo di funzioni e che prendono la forma di “laboratori per l’innovazione aperta”.
La Fondazione Giacomo Brodolini in prima persona ne gestisce quattro in altrettante città Italiane, incluso Open Incet a Torino, essendo quindi nel suo lavoro quotidiano un osservatore diretto di come questi luoghi siano piattaforme dove un costante approccio di innovazione aperta a sfide sociali possa realmente generare nuove pratiche e nuove soluzioni.

Esistono molte chiavi del successo di questi “laboratori per l’innovazione aperta”, per questo motivo, la Fondazione Giacomo Brodolini ha deciso di pubblicare un contributo alla modellizzazione di questo tipo di operazioni, nella speranza che le lezioni contenute in queste pagine, provenienti da ricerca e azione, siano utili a quanti in questo momento lavorano per progettare o costruire questo tipo di luoghi.
Il taglio mette al centro il fare e i risultati che è possibile ottenere se tutti, amministratori e politici locali, rappresentanti del terzo settore e del mondo imprenditoriale, agissimo localmente ma pensassimo globalmente.

Clicca sull’immagine per il download gratuito.

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LABORATORI URBANI. ORGANIZZARE LA RIGENERAZIONE URBANA ATTRAVERSO LA CULTURA E L’INNOVAZIONE SOCIALE

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Nasce dalle attività sui temi dell’innovazione sociale e della rigenerazione urbana della Fondazione Giacomo Brodolini il nuovo Quaderno “Laboratori Urbani”, frutto del contributo di accademici, professionisti e manager di livello internazionale che mettono a confronto e riflettono su esperienze europee di recupero di spazi urbani (ex-caserme, ospedali, musei, fabbriche) come una delle più efficaci leve dello sviluppo locale economico e sociale dei territori.

L’obiettivo è quello di restituire alle città spazi inutilizzati trasformandoli in luoghi di produzione dell’innovazione, che si inseriscano nel contesto socio-economico locale come elementi catalizzatori di nuove energie e processi di sviluppo di nuove idee e politiche per le città. Ciò significa diventare, innanzitutto, contenitori di progettualità e innovazione dal basso, intercettando reti attive di relazioni e generando una cultura per l’apertura e la collaborazione trasversali.

Dalle diverse posizioni in campo emerge chiaramente il potenziale del ruolo della cultura e dell’innovazione sociale come motori del cambiamento verso il modello delle “città creative”, che siano in grado di trovare nuovi significati e connessioni tra produzione e consumo, facendo emergere nuove filiere di valore e nuove economie locali.

Potete scaricare la pubblicazione qui

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